1941. Henri Matisse ha 71 anni. Subisce a Lione un grave intervento addominale, seguito da complicazioni. Per due mesi si teme per la sua vita. Ne esce indebolito, incapace di tenere a lungo un pennello. Non può più trascorrere le sue giornate davanti al cavalletto. Bisogna inventare qualcos'altro.
È nei sei anni successivi, e più in particolare tra il 1947 e il 1954, che Matisse mette a punto quella che chiama la tecnica delle carte ritagliate. Il principio è semplice. Un'assistente (Lydia Delectorskaya, la sua stretta collaboratrice, o più tardi Paule Martin) applica della gouache in grandi campiture su fogli di carta bianca distesi sul pavimento dello studio. Matisse, seduto o semisdraiato, taglia poi questi fogli con un paio di forbici da orologiaio. I frammenti vengono appuntati al muro, spostati, ricomposti. Quando la composizione è giusta, l'assistente incolla i pezzi su un supporto di cartone.
Jazz, il primo libro
1947. Teriade pubblica "Jazz", un libro di venti tavole firmato da Matisse. Tutte derivano da carte ritagliate: "Icaro", "Il Cavallo, la Cavallerizza e il Clown", "Il Toboga", "Pierrot's Funeral". Il formato è grande (40 per 60 centimetri), la stampa a pochoir rispetta la consistenza spessa della gouache. Matisse accompagna ogni tavola con un testo scritto a mano, facsimile della sua scrittura, in cui commenta il colore, la memoria, la composizione.

Il libro è considerato oggi uno dei più bei libri d'artista del Novecento. Le copie originali (270 numerate, firmate, giustificate) si scambiano in vendita pubblica intorno agli 80.000 euro. Ma l'effetto di Jazz va oltre il libro. È la prima volta che Matisse presenta questa tecnica come opera a sé stante, non come fase di lavoro.
La cappella di Vence (1948-1951)
A Vence, nell'entroterra nizzardo, delle suore domenicane decidono di costruire una nuova cappella. Matisse, che esse hanno curato durante la sua convalescenza, accetta di concepirne interamente la decorazione. Ha 78 anni. Lavorerà per tre anni, progettando le vetrate, le cappe, le ceramiche murali e l'arredo liturgico. Le vetrate sono concepite come carte ritagliate: tre colori (giallo, verde, blu), forme semplici, una luce che proietta il colore sulle pareti bianche.
La cappella viene consacrata nel giugno del 1951. Matisse, a letto, non assiste alla cerimonia. Considererà questa commissione il suo capolavoro. La cappella esiste ancora, aperta al pubblico a Vence, e la luce del sud vi gioca ogni pomeriggio con le campiture colorate.
"Credo di aver raggiunto la mia forma definitiva", scrive Matisse nel 1948. "Le forbici possono dare più sensibilità al tratto che la matita o il carboncino."
Le opere tarde (1952-1954)
"Nudo Blu II" (1952): silhouette femminile in blu oltremare piatto, postura a spirale, altezza del foglio 117 centimetri. "La Lumaca" (1953): composizione concentrica di quadrati colorati su fondo bianco, quasi 3 metri per 3. "La Tristezza del Re" (1952): autoritratto codificato, il re è Matisse stesso, sdraiato.
Matisse muore il 3 novembre 1954, a Nizza, a 84 anni. Ha trascorso gli ultimi sette anni della sua vita a tagliare carta. Quello che ha inventato in quel periodo, la grafica lo ha digerito per un secolo: tutto il design degli anni Cinquanta e Sessanta deve qualcosa a Jazz, a Vence, ai Nudi Blu.

Le nostre riproduzioni su carta d'arte 275 g/m² rispettano i colori originali così come conservati dal Musée Matisse di Nizza e dal Centre Pompidou di Parigi. La densità della carta conta: Matisse sceglieva sempre supporti spessi, dalla materia sensibile, ed è questo che cerchiamo di ritrovare nella stampa.






